DESIDERIO

Ciò che senti dentro che ti spinge verso quel sentire che è l’entusiasmo.

Scomposizione e Assonanze: De-sideribus. Il prefisso privativo de- unito a sidus (stella). Assonanza con “considerare” (osservare insieme le stelle).

Etimologia: Dal latino desiderium, indica la condizione di chi avverte la mancanza delle stelle (guida/destino) e le attende con speranza.

Mito e Filosofia: Rimanda al mito dell’Androgino nel Simposio: la ricerca incessante della metà perduta per tornare all’unità. In filosofia, è la cupiditas che muove il mondo, ma anche il pathos della distanza.

Sintesi Spirituale e Psicologica: Psicologicamente, il desiderio non è l’oggetto che inseguiamo, ma la tensione verso la completezza. Spiritualmente, è la “nostalgia dell’Assoluto”: la prova che siamo fatti di “materia stellare” che cerca di tornare alla sua origine.

Se il presente è l’unica dimensione reale,

desiderio ed entusiasmo, non li vediamo più come proiezioni nel futuro, ma come due forze che si muovono dentro l’istante.

Il motivo del desiderio, e la scusa che gli diamo

Nel presente assoluto il desiderio sembra una contraddizione.

Se qui c’è già tutto ciò che esiste, cosa resta da desiderare?

Guardiamo cosa fa, NON cosa promette.

Il motivo

Il desiderio è un dislivello. Come la corrente passa tra due poli, come l’acqua scende solo dove c’è una pendenza, la coscienza fa esperienza di sé attraverso il movimento — e il movimento nasce da una differenza.

Senza dislivello, l’acqua resta ferma.
Senza desiderio, il presente resterebbe immobile.

La scusa

L’oggetto esterno — un lavoro, una persona, una casa — è la scusa che ci diamo per accendere la nostra forza vitale.

Lo vediamo bene nel momento in cui otteniamo ciò che volevamo, e la sensazione dura meno di quanto ci aspettavamo.
Quello che cercavamo era la vitalità del cercare, non la cosa cercata.

Come si vive l’entusiasmo

Se il desiderio è mancanza delle stelle, l’entusiasmo è l’istante in cui diventiamo la stella.

Per viverlo nel presente passiamo dal fare all’essere.

La presenza totale.
Se laviamo i piatti per averli puliti, siamo nel desiderio: il gesto vale per ciò che verrà dopo.
Se laviamo i piatti perché lavare è l’espressione della nostra energia adesso, siamo nell’entusiasmo: il gesto vale per sé.

La differenza non si vede da fuori — si sente dentro il gesto.

L’entusiasmo si vive togliendo di mezzo l’Io.
Quando smettiamo di giudicare e di pianificare, la forza vitale passa senza filtri.

Non aggiungiamo nulla: togliamo ciò che ostruisce. (metodo AAA)

Viviamo l’entusiasmo quando trattiamo ogni gesto presente come un fine in se stesso.

Un’opera / esperienza che non deve portare da nessuna parte se non a godere / vivere appieno il momento.

Il desiderio è il motore che ci tiene in viaggio.

L’entusiasmo è ciò che trasforma il viaggio in una danza.

Nel presente si desidera per generare movimento, ed essere entusiasti per esistere / essere.

Il desiderio è la volontà della vita di espandersi a partire dal punto in cui siamo.