Paura
La compressione dell’Entusiasmo.
Una scusa per evitare la nostra luce e la nostra potenza.
Scomposizione e Assonanza: Pau-ra. Richiama il latino paveo (essere colto da terrore) e l’assonanza con “parete” o “paralisi”. È ciò che chiude.
Etimologia: Dal latino pavor, correlato a paviere (battere, percuotere). La paura è un colpo che scuote e arresta il flusso.
Mito e Filosofia: Nel mito greco è Phobos, figlio di Ares (guerra). Filosoficamente, per gli Esistenzialisti, la paura è legata al nulla: il timore che, svuotandoci dall’ego per far entrare il “dio” (Entusiasmo), rimanga solo il vuoto.
Visione Psicologico-Spirituale: Se l’Entusiasmo è espansione (en-theos), la Paura è contrazione. È il meccanismo di difesa dell’Io che teme di perdere il controllo.
La paura proietta un futuro catastrofico per impedirti di essere pienamente nel presente.
Blocca il canale attraverso cui la forza vitale dovrebbe fluire.
Nel presente, la paura è il troppo futuro.
Paura e colpa sono fantasmi temporali.
La paura è il troppo futuro: l’attesa di ciò che accadrà.
La colpa è il troppo passato: il peso di ciò che è accaduto.
Nessuna delle due abita l’istante in cui siamo, e per questo ci portano via da qui.
Cosa fa la paura quando arriva
La paura non aggiunge nulla. Toglie spazio.
Il respiro si accorcia e resta in alto. Le spalle si chiudono in avanti, a proteggere il petto, proprio il punto da cui l’entusiasmo si irradia.
Il corpo si prepara a difendersi, e difendersi significa occupare meno spazio possibile.
Poi accade la cosa meno visibile e più decisiva.
Si restringe anche lo sguardo. È il buco della serratura. Il mondo non cambia, cambia quanto ne vediamo in quel dato momento..
Le possibilità non spariscono, smettiamo di vederle.
Restano le due o tre che entrano nella fessura, e ci sembra che siano tutte quelle che esistono.
Scegliamo tra quelle, e a quella scelta diamo il nome di realismo.
Cosa fa alla volontà
La volontà è l’atto di restare.
La paura produce qualcosa che le somiglia molto, e non è la stessa cosa: l’irrigidirsi.
Chi resta per volontà è fermo e morbido. Tiene il timone e sente l’acqua.
Chi resta per paura stringe. E stringere stanca, è il motivo per cui la volontà che nasce dalla paura prima o poi si esaurisce, mentre l’altra si rinnova.
C’è anche il movimento opposto, e inganna di più.
La paura può produrre un gran daffare. Ci muoviamo molto, decidiamo in fretta, controlliamo tutto.
Sembra volontà.
Ma la volontà sceglie una direzione, la paura ne evita una.
Da fuori si assomigliano.
Da dentro no.
Alla fine di una giornata di volontà siamo stanchi e interi, alla fine di una giornata di paura siamo stanchi e vuoti.
Cosa fa alla creazione
Creare significa scegliere una possibilità tra infinite e sostenerla nel tempo.
La paura interviene in entrambi i tempi.
Sulla scelta, restringe il campo e ci lascia scegliere quasi solo tra le cose che esistono già.
Perché ciò che esiste ha un vantaggio enorme per chi ha paura.
Qualcuno l’ha fatto prima, quindi si può fare.
È la ragione per cui, quando abbiamo paura, copiamo.
Sul sostenere, chiede garanzie prima di partire.
Ma nessuna cosa nuova può darle.
Se ci fossero, non sarebbe nuova.
Creare vuole il movimento prima della certezza; la paura vuole la certezza prima del movimento.
Finché comanda lei, la paura, non si parte.
La scusa al contrario
Il desiderio usa un oggetto esterno come scusa per accendere la nostra forza vitale.
Paura e colpa fanno l’operazione inversa. Sono la scusa per non accenderla.
Se ho paura, o se mi sento in colpa, restare immobile diventa giustificato.
Non è pigrizia. E’ una spiegazione e una spiegazione pesa meno di una responsabilità.
Perché è questo che stiamo evitando, non il fallimento, ma la nostra luce e la nostra potenza.
Un talento che non usiamo non delude nessuno.
Il salto
Per tornare al presente, riconosciamo due cose.
La paura è energia contratta.
Non è che manchi l’energia. E’ tutta lì, tenuta stretta.
Il coraggio non è assenza di paura — cor, cuore – è la stessa energia che invece di chiudersi si apre.
La colpa è un racconto interrotto.
Si è fermato al momento del danno e non è mai arrivato al seguito. Responsabilità è la capacità di rispondere adesso.
Riprendere il racconto da dove si era fermato.
Quando la paura torna a essere energia e la colpa torna a essere racconto, il desiderio si libera e l’entusiasmo può riaccendersi.
Il desiderio ci mette in viaggio.
L’entusiasmo trasforma il viaggio in una danza.
La volontà tiene la rotta.La paura non è un quarto elemento: è ciò che stringe gli altri tre.

immagine creata con AI
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