Denaro

Il denaro segue l’entusiasmo come l’ombra segue il corpo.

Scomposizione: De-na-ro: Il suono “De” richiama il Dare e il Divino (Deus). “Naro” ha un’assonanza con Nari (fiuto per l’opportunità) e Nascere.

Assonanze:
Ab-bon-dan-za: “Ab” (da) + “Bonus” (buono) + “Danza”. L’abbondanza è la danza del bene che fluisce.
Man-can-za: “Man” (mano) + “Canto”. Il canto della mano vuota, o il mancare il bersaglio.

Etimologia:  Denaro: Dal latino denarius (moneta da dieci). Storicamente legato a Giunone Moneta: il denaro nasce nel tempio. È sacro in origine perché serve a scambiare valore tra esseri umani.

Miti:
Mito di Re Mida: L’Ombra del denaro. Trasformare tutto in oro significa uccidere la vita (l’Entusiasmo). L’oro non si mangia; il denaro è un mezzo, se diventa fine, diventa cenere.
Mito di Pluto: Il dio greco della ricchezza, spesso raffigurato cieco. La ricchezza “cieca” è quella che non vede lo Spirito e genera l’illusione della separazione.

Il denaro segue, non precede

Il denaro segue l’energia come l’ombra segue il corpo.

Questo dice una cosa precisa: non è la fonte, è la traccia.

Guardare il denaro per capire come stiamo andando è come guardare l’ombra per capire dove siamo.

Funziona, ma sempre con un tempo di ritardo.

Ed è anche il punto in cui tutte le parole di questa sezione diventano contabili.

Desiderio, entusiasmo, volontà, paura si sentono.
Il denaro si conta.

È l’unico posto in cui il movimento interno lascia un numero.

L’abbondanza è circolazione

L’abbondanza non è accumulo.

È movimento.

Il denaro nasce come strumento per scambiare valore tra esseri umani.

Quando smette di muoversi, smette anche di fare la cosa per cui esiste, cioè, mettere in relazione.

E qui torna la coppia che attraversa tutta questa sezione.

Trattenere è contrazione — lo stesso gesto della paura.
Lasciare scorrere è espansione — lo stesso gesto dell’entusiasmo.

Il denaro non fa altro che rendere visibile quale dei due stiamo facendo.

Chi vive nell’abbondanza non trattiene.
Non per virtù, perché non ha bisogno di stringere.

La mancanza è uno stato, non un saldo

La mancanza non è l’assenza di banconote.
È uno stato della mente e conosciamo già i suoi due genitori.

La paura, che è il troppo futuro: non ce ne sarà abbastanza.
La colpa, che è il troppo passato: non me lo merito.

Sono gli stessi due fantasmi temporali, qui vestiti da conto corrente.

E fanno la stessa cosa. Ci portano via dal presente, che è il solo tempo in cui il valore si crea, per lasciarci in un tempo dove si può soltanto contare.

Di cosa abbiamo fame ?

La mancanza però non è solo un errore da correggere.

Morde per farci cercare.

Quando la sentiamo forte, la domanda utile non è come faccio ad averne di più, ma di cosa ho fame davvero.

Spesso sotto la fame di denaro c’è una fame di riconoscimento, o di senso.

Il denaro è la forma più facile da nominare, e la più difficile da saziare quando la fame è di un’altra cosa: non arriva, e la fame resta.

Il denaro come specchio

Il denaro è il grande amplificatore dell’ombra.

Ciò che non ci diamo, non lo diamo.
Chi ha paura di darsi ha paura di spendere.
Chi si vieta di valere si vieta di chiedere.

Non sono due problemi: è lo stesso problema, in due valute.

Per questo il denaro è il terreno dove l’ombra si vede meglio.

Vale lo stesso criterio dell’irritazione.
Se un discorso sui soldi ci provoca una reazione più grande del fatto — fastidio, disprezzo per chi ne ha, imbarazzo nel dire un prezzo — lì sotto c’è qualcosa che non abbiamo ancora guardato.

Onorare il denaro significa onorare il tempo e l’energia che ci sono voluti per farlo.

Dalla scarsità alla sorgente.

Scarsità
non ce n’è abbastanza per tutti, quindi ogni valore che qualcun altro crea è valore in meno per me.

Sorgente
il valore lo creo io, quindi ciò che gli altri creano non mi toglie nulla.

Non è ottimismo.
È dove mettiamo il punto di origine.

Fuori, in una torta già tagliata, oppure qui, nel punto in cui siamo.

Il desiderio ci mette in viaggio.
L’entusiasmo trasforma il viaggio in una danza.
La volontà tiene la rotta.
Il silenzio ci fa sentire dove siamo.

Il denaro è ciò che di tutto questo resta scritto nel mondo.