Volontà

Senza di essa, l’inspirazione resta un Sogno.

Scomposizione: Vol-on-tà. Il suono “Vol” richiama il volo (elevazione) e il volgere (direzionare).

Assonanza: Con “Voluttà” (il piacere nell’atto) e “Valore”. La volontà non è uno sforzo punitivo, ma l’espressione del valore che diamo a qualcosa.

Etimologia: Dal latino voluntas, derivato da velle (volere). La radice indoeuropea wel- significa scegliere, desiderare, sperare.

Nota chiave: Etimologicamente, Volontà e Desiderio sono parenti stretti. La volontà è il desiderio che ha deciso di agire.

Il Mito: È il fuoco di Prometeo. Non è solo il fuoco (l’idea), ma l’atto di rubarlo e portarlo agli uomini sfidando gli dèi. È la forza che sfida il destino (Ananke).

La Filosofia: Schopenhauer la vede come la forza cieca che muove l’universo (Volontà di Vivere), mentre Nietzsche la evolve in Volontà di Potenza: non dominio sugli altri, ma superamento dei propri limiti, la capacità di dire “Sì” alla vita nel presente.

Nel presente, la volontà è l’atto di restare.

È l’impegno a non farci portare via dai fantasmi del passato e del futuro, quelli che corrono avanti e indietro mentre noi stiamo qui.

Restare fedeli a un’idea quando la paura dice che non reggerà, e il senso di colpa dice che non ce la meritiamo.

Non è metterli a tacere: è continuare a fare la cosa mentre parlano.

Cosa fa la volontà quando creiamo

Il desiderio è il perché.
L’entusiasmo è il carburante.
La volontà è il timone.

Un timone non produce il movimento, lo orienta.
Senza vento la barca non va; senza timone va ovunque.

Creare significa scegliere una possibilità tra infinite e sostenerla nel tempo.

La scelta dura un istante — sostenerla è tutto il resto.

È lì che la volontà si vede.
Non nel momento in cui decidiamo, ma in tutti quelli in cui non torniamo indietro.

Così la volontà trasforma il qui e ora da punto fermo a punto di origine.

Non contro di noi

La volontà che conosciamo meglio è quella che ci costringe: stringere i denti, zittire la parte che non vuole.
Ma una parte messa a tacere non sparisce. Aspetta, e torna quando siamo stanchi.

Assagioli la descrive in un altro modo: volontà buona e volontà sapiente.

Non lottare contro se stessi, ma mettere d’accordo tutte le parti verso la stessa direzione.
Non un braccio di ferro interno, un accordo.

Creiamo per volontà quando decidiamo di dare forma a un’intuizione che ci ha attraversati, invece di lasciarla passare.

Il desiderio ci mette in viaggio.
L’entusiasmo trasforma il viaggio in una danza.

La volontà è ciò che ci tiene sulla rotta anche quando la danza si interrompe.