Creatività
La creatività non è ciò che fai, ma come fai ciò che fai.
Scomposizione: Cre-ati-vità: “Cre” richiama il Crescere e il Creare. “Ati” suggerisce l’Atto (azione) e “Vità” la Vitalità.
Assonanza: Con “Creta” (la materia plasmabile) e “Crivello” (il setaccio). La creatività richiede sia la materia grezza che il discernimento per modellarla.
Etimologia: Dal latino creare, radice indoeuropea ker-, che significa “far crescere, generare”. È la stessa radice di Cerere, dea dell’agricoltura e dell’abbondanza.
Il Mito: Il Demiurgo di Platone o l’Elohim biblico. La divinità non crea dal nulla, ma ordina il Caos. La creatività umana è l’imitazione di questo gesto divino: dare un ordine armonico alla materia disordinata dell’esperienza.
Filosofia: Per Henri Bergson, è l’Evoluzione Creatrice: la vita è una spinta incessante a creare forme nuove per superare la resistenza della materia.
Non è cosa facciamo. È come
La creatività non è scrivere, fare.
È il modo in cui facciamo quello che facciamo.
Due persone possono compiere lo stesso identico gesto, preparare una riunione, sistemare uno scaffale, rispondere a un cliente, e una delle due sta creando.
La differenza non si vede nell’azione. Si vede in cosa resta dopo.
Perché creare chiede tre cose insieme.
Presenza
Attenzione tutta qui. Il pennello che tocca la tela, le mani su questa cosa, adesso.
Nel momento in cui pensiamo a come verrà giudicata, abbiamo già smesso.
Rischio
Il coraggio di sbagliare. La paura vuole garanzie prima di muoversi, e nessuna cosa nuova può darle — se le desse, non sarebbe nuova.
Creare significa muoversi prima di sapere.
Entusiasmo
È il momento in cui il dio dentro gioca con la materia del mondo. Gioca, non esegue.
Non creiamo dal nulla
Non ci serve materia nuova per creare. Ci serve un ordine nuovo su ciò che già abbiamo.
La materia disordinata è la nostra esperienza.
Quello che è successo, quello che sappiamo, quello che abbiamo attraversato.
Creare è darle una forma armonica.
Ed è lo stesso gesto in qualunque campo.
Chi rimette in ordine un’azienda e chi scrive una melodia stanno facendo la stessa cosa a materiali diversi.
Cosa fa la creatività
Trasforma l’ombra
L’ombra è energia contratta.
Se non passa, resta e prende la forma di una mascella serrata, di una spalla rigida, di un’irritazione che scatta su chi non c’entra.
Creare è il modo in cui quell’energia passa.
Non reprimiamo la rabbia, la tristezza, la paura. Le usiamo come pigmenti.
È l’unico posto in cui il dolore diventa qualcosa che si può guardare e quando qualcosa si può guardare, si può anche condividere.
Smette di essere solo nostro.
Parla dove le parole si fermano
Dove il linguaggio si ferma cominciano l’immagine, il suono, il gesto.
Una verità detta in faccia viene respinta.
La stessa verità dentro una storia, una canzone, un’immagine, entra, perché non chiede di essere accettata, chiede solo di essere guardata.
È il motivo per cui certe cose si capiscono solo attraverso l’arte, e non attraverso una spiegazione.
La mente logica difende. L’immagine passa dietro.
È un atto di libertà
Reagire significa essere determinati da ciò che è già successo.
La reazione è sempre figlia del passato.
Creare introduce nel presente qualcosa che il passato non conteneva.
È l’unico punto in cui la catena si spezza, e per questo è la forma più alta di volontà.
Non evitare una direzione, sceglierne una che non c’era.
In un mondo di automatismi e di risposte già pronte, fare una cosa che nessuno ci ha chiesto è la prova più semplice che siamo ancora liberi.
Il valore aggiunto
La creatività non è mettersi a disposizione.
Non stiamo servendo nessuno, e non ci stiamo facendo usare.
Stiamo aggiungendo qualcosa che prima non c’era.
Nessuno sentiva la mancanza di quella cosa finché non è esistita.
Poi esiste, e dove è comparsa, qualcosa è diventato più chiaro, più semplice, più vivo.
Questo è valore aggiunto, non un buco riempito, un bene in più nel mondo.
Le domande che ci orientano sono queste.
Cosa facciamo quando nessuno ce lo chiede?
Cosa faremmo comunque, per il puro piacere di farlo?
Cosa diventa più vivo là dove passiamo noi?
Quando ciò che portiamo incontra qualcuno per cui è un beneficio, quel valore comincia a circolare. Ed è lì che nasce l’abbondanza.
Siamo esseri creati per creare.
Quando non creiamo, ristagniamo e la vita, ferma, comincia a pesare.La creatività è ciò che trasforma la nostra esistenza da una scadenza da onorare a un’opera in divenire.

immagine creata con AI
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