Denigrazione Compulsiva
Denigrazione Compulsiva
una necessità di sopravvivenza del singolo che distrugge l’azienda.
Ti è mai capitato di essere stato screditato da qualcuno?
Intenzionalmente ignorato?
Che, senza un valido motivo, ti abbia parlato male dietro? Non avevi capito il perché?
E’ un meccanismo preciso (si direbbe : come un orologio svizzero).
Gestione dei Conflitti Aziendali
Capire la Denigrazione Compulsiva nel Team
All’interno di un’organizzazione, la produttività non dipende solo dall’ottimizzazione dei processi, bensì anche dalla pulizia delle relazioni interne.
Spesso, dietro a cali improvvisi di performance o a dimissioni inaspettate, si nasconde un meccanismo relazionale distruttivo che non è direttamente visibile dai numeri a bilancio. Ha uno svilluppo lento, sebbene colpisca in modo inesorabile.
Io chiamo questo meccanismo
Denigrazione Compulsiva
Si tratta di una dinamica psicologica sistematica in cui un collaboratore o un responsabile scredita l’operato di un collega senza una reale motivazione oggettiva o professionale.
Comprendere questo fenomeno è vitale per evitare la nascita di un clima aziendale negativo.
La denigrazione non è casuale.
Risponde a un bisogno preciso di chi la mette in atto, ovvero abbattere o mitigare un proprio senso di inferiorità o inadeguatezza professionale rispetto ai talenti altrui.
Come la si riconosce sul nascere?
Il meccanismo si innesca solitamente quando una risorsa valida compie un’azione eccellente, superando le aspettative del committente.
Il committente, sentendosi minacciato, attiva una strategia difensiva inconscia strutturata in almeno quattro fasi precise.
Le Quattro Fasi della Manipolazione Professionale
1) Rendere INVISIBILE l’autore dell’azione
Il denigratore ignora deliberatamente il contributo del collega, facendo finta che
- l’ottimo risultato non sia mai esistito o
- appropriandosene il merito di fronte al titolare e/o altri colleghi
2) ADOMBRARE l’autore
PUNTANDO I RIFLETTORI SU DI SE’
Il nome di chi ha svolto il lavoro viene sistematicamente
- omesso o
- minimizzato nei contesti di gruppo.
L’obiettivo è spingere la risorsa valida a isolarsi o a dubitare del proprio valore.
3) DOMINARE
Il manipolatore sposta il focus esclusivamente sui punti deboli o sulle sviste microscopiche del collega, esaltandole pubblicamente per esercitare un controllo emotivo e bloccarne l’ascesa.
4) ESCLUDERE
La risorsa di valore, sfinita dal
- disallineamento (tra ciò che ha fatto : ottimo risultato ed il riscontro : denigrazione) e
- dalla mancanza di un riconoscimento immediato e pulito,
viene spinta fuori dal quadro operativo o indotta a lasciare l’azienda.
Uscire dalla Trappola
attraverso la Leadership Consapevole
1. Riconoscere la trappola. La risorsa che viene o verrà denigrata cade nella sua stessa trappola che è il “bisogno di salvare, compiacere, essere visto”.
Per vedere soddisfatto il suo bisogno, si rende disponibile a lavorare il doppio nella speranza di ricevere un grazie o un cenno di stima.
Questo genera dinamiche di codipendenza e stress cronico che distruggono i flussi operativi.
Chi riconosce segnale (un leader consapevole) può intervenire con pragmatismo.
1) Riconoscere i segnali precoci
Isolare i comportamenti di ostruzionismo comunicativo prima che si trasformino in conflitti aperti o conflitti occulti che generano risentimenti (silenzi tra i reparti).
2) Istituire feed-back oggettivi
Premiare le prestazioni basandosi esclusivamente su fatti metrici e tracciabili, eliminando la discrezionalità delle valutazioni personali tra colleghi.
3) Rompere le dipendenze
Tracciare la rotta del management, quindi puntare il focus sul produrre risultati per obiettivi reali e personali, disinnescando la ricerca di approvazione tossica.
4) Eliminare la denigrazione
questo significa riconoscere il know-how aziendale come una risorsa fruibile dall’organismo aziendale e chi lo porta e apporta nell’azienda, viene accolto e ascoltato come una risorse chiave. Dove non c’è piedistalli, c’è un riconoscere chi fa cosa.
Tagliare la corda alla denigrazione significa rendere obsolete le logiche di potere che bloccano l’efficienza complessiva della struttura.
Togliendo i piedistalli, il piedistallista se ne va.
Ovviamente, prima di andarsene farà ogni e qualsiasi cosa che ti farà sembrare che non puoi rinunciare ad una tale risorsa.
Ti porterà motivazioni che non stanno ne in cielo ne in terra.
Tutti motivi che spiegano la sua attuale impossibilità di agire liberamente e quindi, il perché adesso non può più dare il suo contributo prezioso all’azienda.
Prima poteva attribuirsi la paternità del lavoro degli altri e adesso quest’opzione non ci sta più.
Sei stanco del gioco delle luci e dell’ombra all’interno della tua azienda?
Desideri eliminare i costi nascosti dei conflitti e ripristinare la trasparenza?
Mappa le dinamiche del tuo team per agire tempestivamente.
Il primo passo Dialogo MeTeOra
#gestione del cambiamento, #ilrisveglidelsovrano, #leadershipconsapevole, #meccanismiocculti, #costiocculti, #controllo vs #leadeship, #climaaziendale sano


