come NON dover uscire dalla Comfort Zone
Gestione del Cambiamento Aziendale
Perché NON serve uscire dalla Comfort Zone
Nel panorama formativo tradizionale, si ripete come un mantra che per avere successo sia necessario “uscire dalla propria zona di comfort”.
Per un imprenditore, un manager, un leader, un responsabile, questo approccio si rivela quasi sempre fallimentare.
Forzare brutalmente i propri limiti non produce innovazione; genera instabilità operativa e paralisi decisionale.
QUALE E’ la funzione DEL LIMITE della comfort zone?
La Comfort Zone è un perimetro o “raggio di azione” entro il quale uno si sente sicuro e/o è al sicuro.
La “Comfort Zone” quindi non è un limite mentale, è il perimetro biologico di sicurezza disegnato dal sistema nervoso per proteggere te, e di riflesso la tua azienda, da rischi finanziari o reputazionali non calcolati.
Cercare di superarlo forzatamente genera nel sistema nervoso risposte di attacco, fuga o blocco.
Quando decidi di compiere un passo fuori da questo perimetro sicuro — ad esempio cambiando un modello di business, delegando una funzione specifica (tipicamente fatta da te) o modificando un credo aziendale o un modo di fare strutturale — il tuo sistema nervoso si attiva in modalità difesa, va in allerta.
Come te ne accorgi?
I segnali di blocco
Quando si forza questo perimetro, la reazione è una serie di segnali (non è paura conscia)
- i dubbi aumentano
- ogni dettaglio sembra importante
- si sente il bisogno di aspettare, rinviare (azioni, riunioni etc)
- si sente il bisogno di valutare e rivalutare
- si chiede delle garanzie, si cerca sicurezza e delle certezze
QUINDI?
Di riflesso, per compensare quella senzazione di insicurezza, si tende a cercare conferme esterne.
Inconsciamente:
- L’azione viene rallentata o bloccata (fuga / blocco)
- Emergono ostacoli come ritardi delle riunioni o elaborazione dei documenti ad esempio (fuga e blocco)
- Si presentano impedimenti operativi che confermano il timore iniziale (feedback di conferma: pericolo)
- Nascono conflitti, rimproveri, litigi (attacco)
- Si verificano tensioni muscolari, malesseri, esaurimenti (ogni corpo hai i suoi segnali di blocco)
E, invece…
Come agisci quando sei sicuro?
Verosimilmente non hai dubbi o hai pochi dubbi. La valutazione che fai, delle azioni da fare, è semplice, tutto ha senso. Se servono elementi, li chiedi.
Non hai bisogno di particolari garanzie, sai e senti già che funziona e/o funzionerà bene così.
Non è così?
La domanda sorge spontanea: Perché dovresti quindi violarti?
E’ risaputo che quando il sistema nervoso è in allerta, la visuale periferica si abbassa, le interazioni si limitano, come già detto sopra, a sole tre modalità : attacco, fuga, blocco.
Quindi, uscire dalla propria comfort zone perché serve o è giusto così, di fatto, a quanto pare, “NON è l’idea dell’anno”.
Vuoi cambiare qualcosa nella tua azienda?
E’ bene tenere presente che ogni essere umano ha in dotazione un sistema nervoso. Tu e anche ogni membro del tuo team.
Qui alcuni passi concreti per ampliare la comfort zone
piuttosto che volerne uscire, violando il perimetro di sicurezza di noi stessi (e degli altri)
Mantieni la Base Sicura
Continua a poggiare i piedi su ciò che già oggi funziona e ti garantisce stabilità operativa ed emotiva.
Non si distrugge il vecchio prima di aver consolidato il nuovo.
Innesto Graduale del nuovo
Introduci le nuove attività o i cambi strutturali un pezzo alla volta.
Permetti al tuo organismo (e alla tua azienda) di metabolizzare il cambiamento senza attivare il segnale di pericolo.
Fa ti accompagnare
Non affrontare l’ignoto operativo da solo.
Accetta il rischio del test, ma fa ti accompagnare da chi quel percorso lo ha già tracciato, mappato e portato fino in fondo.
Ampliare la Comfort Zone progressivamente è il COME non doverne mai uscire veramente.
Il limite di ciò che credi possibile e sicuro (la tua comfort zone) si amplia, facendo, compiendo azioni che vanno a buon fine.
Quindi riuscendo a fare ciò che prima si credeva fosse impossibile, accorgendosi su base dei fatti che è utile, vantaggioso, sicuro.
Se l’articolo ti è piaciuto e hai piacere di farti accompagnare in concreto, il primo passo è fare il punto – Audit della Padronanza
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immagine creata con AI
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