Il Meccanismo del “È merito mio”
L‘Arroccamento dell’Ego Narcisistico
L’Illusione dell’Onnipotenza Direzionale e la Cecità del Successo
🎯 Target: coordinamento del personale e stabilità della governance aziendale
🔍 Il Sintomo Visibile: Un leader o un socio che, di fronte a un incremento di fatturato o al superamento di una crisi di mercato, celebra la propria grandezza escludendo il contributo del team, mentre i reparti operativi lavorano sotto sforzo continuo in turni logoranti.
💬 La Risposta Automatica dell’Ego: «Se l’azienda è arrivata a questi livelli è solo grazie al mio sacrificio e alle mie intuizioni; gli altri si limitano a seguire la scia.»
⚠️ Costo invisibile: Rottura definitiva del patto di fiducia tra vertice e base, totale disallineamento dei valori e nascita di un boicottaggio silenzioso che mina la continuità del business.
Il Meccanismo Sommerso
Il meccanismo del «è merito mio» rappresenta l’apice dell’arroccamento dell’Ego Narcisistico applicato al business. Quando la governance confonde i risultati di un intero organismo vivente azienda con il proprio ombelico direzionale, il sistema entra in uno stato di infiammazione latente.
PERCHE?
L’Ego del leader si appropria del successo per nutrire un bisogno inconscio di onnipotenza, per compensare la solitudine del comando, dimenticando che un capitano senza equipaggio è solo un uomo isolato su una nave ferma.
L’ARROCCO
Questo atteggiamento egoriferito distrugge il senso di appartenenza.
I manager e la forza operativa non percepiscono più l’azienda come uno spazio in cui realizzare il proprio Sé, ma come una struttura di sfruttamento energetico al servizio dell’immagine del titolare.
COME ?
Il team si disallinea: l’obbedienza di facciata maschera un risentimento profondo che spegne la cooperazione spontanea.
L’EFFETTO
L’impresa inizia a correre con il freno a mano tirato.
I collaboratori boicottano i nuovi processi in modo invisibile, le informazioni strategiche si bloccano nei compartimenti stagni e lo scaricabarile diventa l’unica strategia di sopravvivenza del personale.
Il leader, accecato dal proprio mito, non vede i segnali deboli del disastro finché i margini non crollano bruscamente, scoprendo troppo tardi che l’efficienza organizzativa e la prosperità non si reggono sull’iper-attivismo di un singolo, ma sulla salute del sistema.

